Introduzione al Catalogo delle opere di Ottorino Respighi

di POTITO PEDARRA

CATALOGO DELLE COMPOSIZIONI DI OTTORINO RESPIGHI

Introduzione
Il primo catalogo sistematico delle opere di Ottorino Respighi
è stato realizzato nel 1985 in occasione delle celebrazioni del
cinquantesimo anniversario della morte del musicista e rappresenta
il mio contributo al volume Ottorino Respighi, pubblicato
dalla ERI (le edizioni della RAI Radiotelevisione Italiana).

Era ormai da parecchio tempo che riflettevo sulla reale necessità
di procedere alla catalogazione delle musiche di Ottorino Respighi,
progetto sempre accarezzato e spesso sollecitato anche da esperti
e studiosi soprattutto durante i Convegni di Studio promossi per
il Centenario della nascita di Respighi (1979). 2
In realtà, vivevo con una certa conflittualità l’idea di
redigere un catalogo. Perché? Per una forma di riguardo nei confronti
di chi mi aveva preceduto, solo in un secondo momento scoprii,
invece, che non esisteva alcun catalogo.
Ma veniamo alla proposta dell’editore, la quale giunse in un momento
non proprio propizio, avevo già assunto impegni su altri fronti.
Il programma del curatore prevedeva che il volume fosse pubblicato
entro la fine di quello stesso anno (e così fu), ed io ero ancora
troppo impegnato nella ricerca delle musiche inedite di Respighi.
3 Una ricerca determinante che, per dirla con
Alberto Cantù e Sergio Martinotti, avrebbe portato alla riscoperta
di “un patrimonio inatteso e copioso del non breve tirocinio formativo”
del giovane compositore.
Si trattava dunque di un lavoro da realizzare in tre o quattro
mesi al massimo, dato che “l’esemplare completo dell’opera, corredato
da tutto il materiale relativo” doveva essere consegnato “entro
e non oltre il termine essenziale del 15 giugno 1985”.
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Ma, per quanto io fossi impegnato, devo dire che mi risultò
assai difficile respingere una proposta editoriale così allettante
e singolare. A dire il vero, dovetti fare i conti con un tentativo
di rinuncia a causa di una serie di clausole contrattuali. Ero
però consapevole che le mie ragioni sarebbero poi state accolte
e che il lavoro sarebbe stato portato a compimento. Accolsi così
l’invito a compilare il catalogo, peraltro già in avanzata fase
di realizzazione. Dovevo però limitarmi a una stesura descrittiva
che costituisse il punto di partenza per un lavoro che avrei perfezionato
in futuro, riservandomi di ripubblicarlo “in forma ampliata e
aggiornata” senza concedere alcuna esclusività.
Trascorsero dieci anni dalla pubblicazione del volume delle edizioni
ERI e il progetto di ripubblicare il catalogo, in una forma nuova
e aggiornata, com’era all’inizio nelle mie intenzioni, fu accolto
dall’allora presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Bruno Cagli, 5 il quale sperava di poterlo includere
in una delle collane curate dall’Accademia stessa. Ma così non
fu perché l’iniziativa era destinata ad arenarsi tra le secche
della burocrazia allorché, avendo “esaminato la situazione delle
prossime pubblicazioni”, il Consiglio Accademico non poté ratificare
il progetto per una sorta di “persecuzione” da parte del ministero
competente, riservandosi di “riparlare di questa iniziativa” non
appena sarebbe stata perfezionata la “nuova tabella triennale”
6 alla Commissione Centrale Musica. Ed è così
che oggi, pur senza rinunciare al progetto di un’edizione a stampa,
si dà corso ad una realizzazione specifica del Catalogo delle
musiche di Ottorino Respighi
per uso multimediale.
Il nuovo piano di lavoro prevede alcune fasi, attraverso le quali
il catalogo esistente sarà sottoposto a continua trasformazione.
Le espongo sinteticamente:

1. Rettifica degli errori involontari e di valutazione presenti
nell’attuale catalogo. Integrazione con altri cataloghi specifici,
come ad esempio quello pubblicato in Il pianoforte nella produzione
giovanile di Respighi
, ma anche con quei nuovi elementi che
sono confluiti in opere di recente pubblicazione, come la seconda
edizione The new Grove – Dictionary of music and musicians.
7 Introduzione di altre opere venute alla luce
dopo la compilazione degli elenchi con l’obiettivo di preservarne
inalterata la numerazione.
2. Trasformazione del catalogo descrittivo in Catalogo tematico,
attraverso un’accurata analisi dei lavori e quindi con l’introduzione
dei temi, degli indici analitici e di quant’altro possa risultare
utile a recepire correttamente le caratteristiche di ogni singola
opera.
3. Integrazioni multimediali varie: iconografia, musica manoscritta
e autografa, programmi di sala e locandine di concerti, recensioni,
rassegna stampa, ecc.

Tutte queste cose, ed altre ancora, sono destinate a stravolgere
l’assetto l’attuale del Catalogo delle composizioni di Ottorino
Respighi
, sia pure con l’obiettivo, come si diceva, di lasciarne
inalterata la numerazione.

1) Reca la data del 4 febbraio 1985 una lettera
a firma di Giancarlo Rostirolla, curatore del volume, nella quale
si legge: “… La signora Elsa Respighi mi ha cortesemente segnalato
il Suo nome, quale massimo esperto della situazione riguardante
gli autografi, e la produzione musicale in genere, di Ottorino
Respighi. Dal momento che questa Casa editrice ha in corso di
preparazione un volume sul musicista che vedrà la luce alla fine
di quest’anno […], ritengo sarebbe molto importante che, tra gli
altri contributi, ve ne fosse anche uno che desse una panoramica
completa della situazione degli autografi del compositore […].

2) Inviti alla realizzazione di tale progetto
venivano proprio da parte di specialisti, fra cui Emilia Zanetti,
allora responsabile della Biblioteca del Conservatorio di Santa
Cecilia, durante i lavori del primo importante “Convegno di studi
respighiani” che si svolse a Roma dal 29 novembre al l° dicembre
1979. La studiosa, infatti, in uno di quegli “interventi sulle
relazioni” che avevano luogo al termine di ogni giornata di lavoro,
lamentava l’inesistenza di un catalogo completo dell’opera di
Ottorino Respighi e auspicava che la ricorrenza del centenario
della nascita del musicista fornisse lo spunto necessario per
la sua realizzazione.
3) Lungimirante come non molti, Elsa Respighi
precorse ogni altra iniziativa respighiana in attesa del cinquantesimo
anniversario della morte del Maestro, affidandomi — insieme a
Casa Ricordi (1984) — un incarico che, a quanto pare, nessuno
era mai riuscito a portare a buon fine prima di allora: quello
sulla ricerca delle musiche inedite.
4) Così in una bozza di contratto s.d. ricevuta
ai primi di maggio del 1985.
5) Dopo una serie di contatti epistolari e telefonici,
durante l’autunno 1985, il 7 dicembre di quello stesso anno incontrai
il prof. Cagli nel suo studio in via della Vittoria a Roma, dove
parlammo a lungo del progetto, presentandogli l’impostazione del
progetto attraverso una prima parte che nel frattempo avevo realizzata.
Ma, ahimè, quel 7 di dicembre fu anche l’ultima volta che vidi
Elsa Respighi, la quale scomparve pochi mesi dopo, il 17 marzo
1995, il 24 avrebbe compiuto 102 anni.
6) Lettera datata 17 febbraio 1996 (Prot. n. 547).

7) La nuova edizione di questa enciclopedia, pubblicata
in Inghilterra fin dal 1870, farà la sua prima apparizione nel
prossimo mese di gennaio 2001. Il lemma dedicato a Ottorino Respighi
è stato curato dal compianto John C. G. Waterhouse, con la mia
collaborazione quale “joint author” per la work list.
8) La compiutezza di tale lavoro risulta anche
da alcune carte autografe di Respighi già in mio possesso, ma
che all’atto della compilazione del primo catalogo non era stato
possibile analizzare, come la riduzione per violino e pianoforte
di buona parte del terzo movimento. Trattandosi di un lavoro strutturato
in forma ciclica, nella partitura del Concerto sono stati
individuati i tradizionali I e II movimento, mentre quello che
all’atto della prima stesura del catalogo si riteneva che fosse
l’inizio del II movimento rappresenta in realtà l’inizio del terzo.

9) Il “Canone” rappresenta il secondo dei cinque
brani di cui la silloge era costituita inizialmente, né si può
escludere che alcuni degli altri brani mancanti nella medesima
silloge quali, a seguire, “Intermezzo” e “Studio”, siano gli stessi
presenti nei Sei pezzi per pianoforte (P 044) pubblicati
dall’editore Bongiovanni.
10) Fra le novità che si cercherà di introdurre
in questa nuova edizione del catalogo si tenterà di attribuire,
là dove sarà possibile, sulla base dell’esperienza maturata in
questi anni, una collocazione cronologica fittizia la più vicina
possibile a quella vera. Ciò comporterà il passaggio nella prima
sezione di quelle musiche cui sarà possibile attribuire una data.