Piano del catalogo

PIANO DEL CATALOGO

Il catalogo si articola in quattro sezioni, all’interno delle
quali, per alcune di esse, è stato adottato il metodo cronologico.
Le sezioni sono le seguenti:

I – Opere databili
II – Opere non databili
III – Schizzi ed abbozzi
IV – Musiche di Ottorino Respighi trascritte da altri autori.

La prima e la seconda sezione s’integrano vicendevolmente costituendo
il nucleo delle composizioni compiute, sebbene per alcune di esse
siano venute alla luce manoscritti autografi incompleti e, talvolta,
privi di interi brani o movimenti. È questo il caso del Concerto
in La maggiore per violino e orchestra
P 049, di cui
è stata ritrovata la partitura autografa contenente il I e il
II tempo e le sole prime due pagine del III, ma che dal tipo di
stesura “in bella copia”, risulta evidente che si tratta di un
lavoro portato a compimento dall’autore. 8 Un
caso analogo è rappresentato dalla coeva Suite per pianoforte
P 043, sebbene il trasferimento del “Canone” 9
in un’altra silloge di brani per pianoforte, faccia supporre che
la prima sia stata disciolta dall’autore medesimo.
La prima sezione rappresenta la parte essenziale del Catalogo
delle composizioni di Respighi
ed è formata da tutte quelle
musiche le cui date relative alla composizione sono riportate
sui manoscritti e sugli autografi. Sono contemplate in questa
sezione anche quelle musiche di cui non è stato possibile esaminare
l’autografo, delle quali sono tuttavia riuscito ad ottenere —
attraverso documenti d’archivio, pubblicazioni, dediche, prime
esecuzioni ed altre notizie varie — quegli elementi, attendibili,
necessari alla determinazione cronologica. Rientra in questo caso
la produzione pubblicata dagli editori Pizzi e Bongiovanni di
Bologna. Quest’ultimo, sebbene si dichiarasse disponibile a collaborare
alla realizzazione del catalogo, mi ha fatto sapere che molti
autografi sono andati distrutti durante gli eventi bellici e che
ciò che è sopravvissuto è custodito in un deposito, che però non
mi è stato reso possibile visitare.
La seconda sezione comprende le musiche di cui non esistono elementi
attendibili per una precisa collocazione cronologica. Si tratta
spesso di composizioni giovanili, tra le quali sono presenti talvolta
anche lavori molto noti come l’Adagio con variazioni, ad
esempio, nella versione originale per violoncello e pianoforte.
Questa seconda sezione segue l’ordine numerico del catalogo cominciato
nella prima sezione. 10
La terza sezione completa, con gli schizzi e gli abbozzi, il catalogo
delle composizioni di Ottorino Respighi. Detta sezione comprende
principalmente i lavori incompiuti, gli schizzi e gli abbozzi,
ma anche quei lavori di copiatura di musiche antiche riportanti
indicazioni ed appunti per la realizzazione del basso numerato,
utili per la trascrizione. La sezione comincia con una nuova numerazione
che, ovviamente, non può osservare l’ordine cronologico, ma in
cui si è cercato di seguire un ordine per genere, dal pianoforte
all’orchestra con soli e coro.
La quarta sezione comprende le musiche di Ottorino Respighi trascritte
da altri autori. In questa sezione, per ragioni puramente cronologiche,
si è voluto far rientrare la terza versione de La bella dormente
nel bosco,
sebbene non si tratti di una vera trascrizione,
ma soltanto della revisione di altra mano del finale del 3° atto.
Analogamente, il balletto postumo sulle tre suites di Antiche
danze ed arie per liuto,
sullo scenario realizzato da Claudio
Guastalla, ricucite insieme in un ordine diverso da quello indicato
dall’autore per la sede sinfonica e dove sicuramente è stato necessario
anche un intervento sullo strumentale da parte di Elsa Respighi.
Questa sezione comincia anch’essa con una nuova numerazione osservando,
però, l’ordine cronologico riferito alle composizioni originali.
Per porre un limite all’elencazione dei lavori contemplati dalla
presente sezione sono stati presi in considerazione solo quelli
disponibili in edizione a stampa, ma sappiamo bene che esistono
numerose altre versioni, specialmente per banda, tra cui Pini
di Roma
nella trascrizione per orchestra di fiati del M° Enrico
De Mori.