Struttura e contenuto delle schede

Il catalogo è stato compilato mediante schede, una per ogni singola composizione. La scheda comprende i seguenti dati:

  • ordine cronologico
  • titolo della composizione
  • prima esecuzione o rappresentazione
  • genere musicale
  • durata (min. ca.)
  • organico strumentale
  • organico vocale (e/o personaggi)
  • manoscritto (data, pagine, formato e luogo di conservazione)
  • edizione a stampa
  • edizione libretto.

ORDINE CRONOLOGICO. È stata indicata una sola data, l’ultima,
quella prossima alla data di completamento, in ogni tipo di elaborato,
sia mediante le date autografe riportate sui manoscritti e gli
autografi, sia desunte da altre fonti attendibili.

TITOLO DELLA COMPOSIZIONE. Accanto al titolo della composizione
è stato aggiunto fra parentesi, in alcuni casi, anche il titolo
originale come ad esempio per la suite Impressioni brasiliane,
originariamente intitolata Suite brasiliana come riportato
sull’autografo. Analogamente le musiche per il balletto Sèvres
de la vieille France
, originariamente intitolate Menuet
d’exandet – Gavotte Louis XIII
, ma anche per altri casi. Dopo
il titolo sono stati indicati anche i sottotitoli, i tempi e per
le trascrizioni anche gli autori delle musiche originali.

PRIMA ESECUZIONE. Sono stati indicati nell’ordine: località, sede,
data e esecutori. Per le opere teatrali è stato indicato anche
il cast vocale e, in qualche caso, anche la regia, la scenografia,
la coreografia ecc. In questo campo permangono tuttavia alcuni
dubbi, in quanto non sempre è stato possibile giungere alla fonte
o disporre delle locandine dell’epoca.

GENERE MUSICALE. Comprende dodici diversi generi, tra cui i lavori
scolastici e le musiche trascritte da altri autori. Dei generi
adottati si fornisce qui di seguito un elenco preceduto dalle
abbreviazioni usate:

  • O.T.e.E. opere teatrali ed elaborazioni di opere di altri autori.
  • M.p.B. musica per balletto. Non sono contemplate in questo genere le musiche sinfoniche presentate postume in forma di balletto.
  • M.P.O. musica per orchestra. Comprende le musiche per piccola e grande orchestra.
  • M.p.S.O. musica per strumento solista e orchestra.
  • M.p.V.O. musica per voce (canto) e orchestra.
  • M.p.C.S.O. musica per coro, con soli c/o con orchestra.
  • M.p.V.P. musica per voce (canto) e pianoforte.
  • M.S.d.C. musica strumentale da camera.
  • M.p.BD. musica per banda.
  • T.R.E.O. trascrizioni, revisioni, elaborazioni, orchestrazioni ecc.
  • Lav. Scol. lavori scolastici.
  • M.T. … musica di Respighi trascritta da altri autori. Alla sigla accennata va poi aggiunto il genere musicale come sopra indicato.

DURATA. La durata, calcolata in minuti primi, riguarda l’intera
composizione. Quando la composizione comprende più pezzi, una
serie di liriche, ad esempio, la durata si riferisce all’intera
silloge. La durata, indicata in gran parte della produzione, coincide
spesso con quella prevista dall’editore, tranne dov’è stata riscontrata
una differenza notevole paragonata a quella di diverse esecuzioni.
Caso tipico quello della Toccata per pianoforte e orchestra
P 155, per la quale la durata fornita dall’editore è di diciotto
minuti mentre, in realtà, varie esecuzioni confermano che è di
ventitré minuti circa.
ORGANICO STRUMENTALE. È stato indicato quello riportato sulle
partiture a stampa. Per le musiche inedite, invece, l’organico
strumentale è stato rilevato direttamente dagli autografi e, dove
è stato possibile, sono state indicate anche le varie tonalità.
È stato volontariamente omesso dall’elenco, per le composizioni
con strumento solista e orchestra, lo strumento solista già presente
nel titolo. Gli “archi” indicati per ultimo sotto intendono l’intera
famiglia degli archi in orchestra.
ORGANICO VOCALE. È riportato nelle opere teatrali e in quelle
musiche con soli e orchestra. Anche qui l’organico è stato rilevato
dall’edizione a stampa o, in assenza di questa, dai manoscritti
per le musiche inedite. Per le opere teatrali sono stati indicati
anche i nomi dei personaggi.
MANOSCRITTO. Sono stati indicati, in ordine, il tipo di elaborato
(partitura d’orchestra, riduzione per canto e pianoforte, ecc.),
la data, il numero delle pagine, le dimensioni ed il luogo di
conservazione sia dell’autografo che del facsimile. I primi tre
elementi sono separati tra loro da una virgola, mentre il luogo
di conservazione segue dopo il punto. Il manoscritto è da intendersi
sempre autografo, salvo quelle eccezioni comunque segnalate. La
data riportata è sempre quella indicata sull’autografo e non ha
nulla a che vedere con quella riferita nell’ordine cronologico.
Spesso le date indicate sull’autografo sono due, quella dell’anno
di composizione, collocata sul frontespizio, e un’altra con il
giorno, il mese e l’anno, posta nell’ultima pagina. In questi
casi si fa riferimento all’ultima data, perché sicuramente è quella
indicante il periodo in cui la composizione fu compiuta. Per gli
autografi non datati si ricorre alla sigla s.d. (= senza data).
In genere il numero delle pagine indicato comprende tutte quelle
significative, compreso il frontespizio, cioè tutte le pagine
autografe. Alcune volte anziché il numero delle pagine è stata
fornita la quantità delle carte (c.). Il formato è stato indicato
in centimetri ed è stato rilevato direttamente dall’autografo.
In alcuni casi è stato indicato anche quando la stessa composizione
è stata sviluppata su carte di formato diverso. Il luogo di conservazione
è stato indicato secondo il siglario Rism seguito dalla segnatura
interna dell’Ente. Nel caso in cui non esista la segnatura interna,
come ad esempio per Venezia (Vgc), alla sigla è stato aggiunto
Fondo Ottorino Respighi per sottolineare l’unità interna dell’Ente
presso la quale è possibile il reperimento.
EDIZIONE A STAMPA. È stato indicato il tipo di edizione (partitura
d’orchestra, parti staccate, riduzione per canto e pianoforte
ecc.), la città e l’editore, il numero editoriale, la data del
copyright della prima edizione, il numero delle pagine,
le dimensioni in centimetri ed una biblioteca in cui è disponibile
l’edizione. Anche i dati riguardanti l’edizione a stampa sono
separati tra loro da una virgola mentre il luogo di conservazione
è sempre indicato dopo il punto. Per le biblioteche indicate si
veda l’elenco delle “Abbreviazioni per biblioteche, musei e archivi
storici” fornito più avanti. Là dove accanto al numero delle pagine
è stato indicato un altro numero in parentesi, quest’ultimo indica
le pagine di un inserto o di una parte staccata.
EDIZIONE LIBRETTO. Riguarda naturalmente le opere teatrali e,
in qualche caso, anche quelle sinfonico-corali. I dati indicati
sono gli stessi come per le altre edizioni a stampa.
NOTE PER LA CONSULTAZIONE DEL CATALOGO

Valgono le note fornite per la struttura ed il contenuto delle
schede, ma è necessario osservare, che, a compilazione ultimata,
gli elementi contenuti nelle schede sono stati trasferiti nel
catalogo previa una sintesi raggruppando alcune voci ed eliminando,
di volta in volta, quelle inutili. Sono state così raggruppate,
dopo il numero di catalogo, le voci relative all’ordine cronologico,
al titolo della composizione e quelle del genere musicale e della
durata indicate fra parentesi. Il libretto ha trovato come ovvia
sede l’edizione a stampa. È stato attribuito un numero di catalogo
a tutte le composizioni e, inoltre, un numero diverso alle altre
versioni e trascrizioni per altri organici dell’autore.